L’Associazione Italiana dei Morfologi Veterinari (AMV) è stata fondata nel 1995 come forum dei Professori e Ricercatori delle Università Italiane inquadrati nel settore scientifico-disciplinare VET/01 (Anatomia degli Animali Domestici) e degli studiosi che, a qualsiasi titolo, sono interessati alla morfologia degli organismi animali direttamente o indirettamente correlati alle discipline veterinarie.

Al momento gli associati sono circa un centinaio e comprendono Professori Ordinari, Professori Associati, Ricercatori Universitari, Assegnisti e Borsisti di ricerca, Dottorandi che svolgono ricerche sull’organizzazione, sulla struttura e sulle funzioni delle cellule, dei tessuti, degli organi e degli apparati degli animali di interesse medico veterinario e biomedico, dal livello macroscopico fino a quello molecolare, anche in senso biotecnologico.

Il nome dell’Associazione mette in risalto l’interesse scientifico primario dei soci: lo studio della morfologia delle specie animali, anche sotto gli aspetti comparativo, topografico e applicativo, comprendendo in questo studio anche quello dei processi morfogenetici e delle anomalie dello sviluppo.

 

Il nuovo logo è stato disegnato da Massimo Demma che si è ispirato alla figura dell’idra dipinta su uno dei più begli esemplari di un particolare tipo di vaso chiamato hydria (una tipica anfora greca per il trasporto dell'acqua) ceretana (da Cere, antica città dell'Etruria oggi Cerveteri) datato 525 a.C. e conservato al Paul Getty Museum di Malibu (California, USA).

Da un punto di vista zoomorfologico è interessante considerare la variabilità del numero delle teste: l'Idra di Lerna (che è appunto quella raffigurata) aveva sette teste mentre qui ne ha nove. L’Enciclopedia Treccani online riporta che ne vengono attribuite da tre a nove e anche più, fino a 50.

Il simbolo è stato scelto per diverse ragioni evocative, ad esempio l’aspetto delle teste dell’idra ricorda le specializzazioni apicali di numerose cellule epiteliali o le arborizzazioni di alcuni tipi di cellule nervose. Anche il numero delle teste si ricollega quello di diverse strutture ordinate rilevabili nelle cellule animali (particolarmente per quanto riguarda il citoscheletro). Infine, i colori utilizzati sono quelli dei disegni anatomici delle cellule nervose della Scuola di Camillo Golgi a Pavia.